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  lexcivilis la rinascita dello spirito civile
 
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LEXCIVILIS

Nella nostra Italia di oggi, i valori della carta costituzionale rimangono chiusi tra le pagine dei libri. Dobbiamo riflettere su un concetto di servizio e di legge, che possano meritarsi l'aggettivo civile, per il particolare valore dimostrato in termini di rispetto dei diritti privati e sociali dei cittadini. Occorre guardare con gli occhi di un cittadino del ceto medio, la triste realtà alla quale ci siamo purtroppo assuefatti. Leggi incomprensibili nei contenuti e nell’esposizione, blocco totale di qualsiasi vera innovazione nella politica e nella società. Il popolo che ha partorito il Diritto Romano ed il Rinascimento, è oggi colpevolmente succube di una classe politica scontrosa ed inefficiente, e della sua dipendenza storica dai recinti delle corporazioni. Solo dalla riscoperta dell’impegno civile di tutti, può venire l’alba di una nuova era di vera e compiuta democrazia.

Chiusi da troppo tempo nei recinti delle corporazioni, gettati sugli spalti di una politica da stadio, abbiamo tutti dimenticato cosa significhi veramente la partecipazione civile alla vita del proprio paese. Ammaestrati con arte sapiente, dal circo mediatico che ci propina tutti i momenti il teatrino di una politica vuota di significati, siamo tifosi di destra, di centro, di sinistra. Forse è l’ora di tornare ad essere cittadini, di aprire le pagine della Costituzione, di riflettere su un concetto di servizio e di legge che possano meritarsi l'aggettivo civile, per il particolare valore dimostrato in termini di rispetto dei diritti privati e sociali di tutti. Questo paese, così come lo trovo oggi, nella piena maturità della mia vita, non mi piace più, e voglio impegnami per cambiarlo in meglio.


6 gennaio 2010

Puglia e Lazio ed anima del PD

Non credo che lasciarsi andare a difese appassionate di uno Statuto, come quello del nostro PD, che spacca il capello in quattro(cento) per regolare cose di esclusivo interesse del pesante apparato direttivo, sia nelle corde di un qualsiasi iscritto od elettore. Tuttavia faccio fatica a confrontare quanto accade oggi in Puglia e nel Lazio, con gli articoli 18 e 20 delle Statuto. Insomma mi debbo chiedere, come iscritto e democratico convinto: a che vale darsi delle regole per poi non seguirle? 

Una cosa ho chiara in mente. Le prossime elezioni, e non parlo solo delle regionali ma mi spingo avanti di qualche anno, decreteranno non la vittoria di qualche poltrona, ma l'esistenza stessa del Partito Democratico. Solo facendo uscire fuori la vera anima democratica, possiamo sperare di crescere ed ottenere consenso. Le vecchie strategie degli ex centristi e degli ex "sinistri" annoiano gli elettori democratici. PRIMARIE adesso, PRIMARIE sempre, PRIMARIE e nient'altro! Democratici lo si è, non si cerca solo di apparirlo!

Edoardo Capulli (di LEXCIVILIS)


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