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  lexcivilis la rinascita dello spirito civile
 
Diario
 


LEXCIVILIS

Nella nostra Italia di oggi, i valori della carta costituzionale rimangono chiusi tra le pagine dei libri. Dobbiamo riflettere su un concetto di servizio e di legge, che possano meritarsi l'aggettivo civile, per il particolare valore dimostrato in termini di rispetto dei diritti privati e sociali dei cittadini. Occorre guardare con gli occhi di un cittadino del ceto medio, la triste realtà alla quale ci siamo purtroppo assuefatti. Leggi incomprensibili nei contenuti e nell’esposizione, blocco totale di qualsiasi vera innovazione nella politica e nella società. Il popolo che ha partorito il Diritto Romano ed il Rinascimento, è oggi colpevolmente succube di una classe politica scontrosa ed inefficiente, e della sua dipendenza storica dai recinti delle corporazioni. Solo dalla riscoperta dell’impegno civile di tutti, può venire l’alba di una nuova era di vera e compiuta democrazia.

Chiusi da troppo tempo nei recinti delle corporazioni, gettati sugli spalti di una politica da stadio, abbiamo tutti dimenticato cosa significhi veramente la partecipazione civile alla vita del proprio paese. Ammaestrati con arte sapiente, dal circo mediatico che ci propina tutti i momenti il teatrino di una politica vuota di significati, siamo tifosi di destra, di centro, di sinistra. Forse è l’ora di tornare ad essere cittadini, di aprire le pagine della Costituzione, di riflettere su un concetto di servizio e di legge che possano meritarsi l'aggettivo civile, per il particolare valore dimostrato in termini di rispetto dei diritti privati e sociali di tutti. Questo paese, così come lo trovo oggi, nella piena maturità della mia vita, non mi piace più, e voglio impegnami per cambiarlo in meglio.


25 gennaio 2015

L'opposizione interna a Renzi

Il PD ha due diverse opposizioni al proprio interno: una espressa da Civati e l'altra rappresentata da Cuperlo e Fassina. 
Se la prima ha il merito di essere originale e sostanzialmente nuova, la seconda appare a molti come l'espressione della vecchia guardia "rottamata" che si fa rappresentare dai pochi volti nuovi ancora spendibili.
Civati, da sempre ansioso di emergere come figura leader, non trova spazio in un PD intriso di Renzi e forse vede un'occasione in SEL, partito a corto di leader nuovi.
D'Alema e Bersani, in una comprensibile alleanza con la Bindi, raccolgono invece il malcontento di chi si sente messo in soffitta e mandano avanti gli unici due nomi non logorati dagli ultimi vent'anni di immobilismo, per tentare di disarcionare l'attuale leader.

Civati, sembra aver fatto una scelta chiara: stare sempre sulla porta per poter uscire velocemente ed eventualmente legarsi a SEL.
I secondi invece spiegano che Renzi, colloquiando con Berlusconi, limita la sovranità del PD imponendo scelte non in linea con il suo partito, dando al vecchio capo della destra nuovo vigore politico. Il loro argomento è che il ritorno di fiamma di Berlusconi sarebbe frutto della politica di Renzi.

E' vero il contrario: solo loro, eventualmente, i responsabili. Renzi sta semplicemente facendo quello che ha sempre detto: consultarsi con l'opposizione, qualunque essa sia, per le leggi di più alto interesse nazionale, come quella elettorale. Con questo comportamento Renzi eleva il PD a un livello di correttezza molto al di sopra di quello dimostrato da Berlusconi al tempo del Porcellum. Forte della maggioranza e dei voti wsi mostra magnanimo e rispettoso della minoranza, ma lo fa da una posizione di forza. 

D'Alema e compagni invece, sottraendogli parte dei voti del PD, indeboliscono Renzi e loro si, rendono davvero più importante il ruolo di Berlusconi che diventa più utile proprio per i voti che a sua volta porta. Senza la fronda interna del PD Renzi potrebbe essere molto meno accondiscendente con l'ex cavaliere.

Ancora una volta sembra instaturarsi il perverso meccanismo che ha fatto la fortuna dei D'Alema, dei Bersani, delle Bindi che senza un Berlusconi da contrastare puramente in modo formale, non avrebbero avuto alcuna possibilità di ritagliarsi un ruolo nella storia italiana. Sono proprio i vecchi oppositori di Berlusconi i più strenui difensori del potere del vecchio leader. Possono continuare a giocare con i sentimenti politici dei più strenui iscritti al PD, ma forse il loro gioco sta venendo lentamente alla luce.

Tutto ciò non deve però far pensare che non si possa legittimamente opporsi nel partito al segretario sulla base di diverse idee. Questo è e deve essere possibile ma, il valore di un partito democratico deve essere il saper far emergere nel voto dei suoi rappresentanti le opinioni della maggioranza dei suoi iscritti. Allora aspettiamo che prima o poi qualcuno porti idee nuove per scalzare quelle di Renzi: valuteremo e decideremo, senza i paraocchi di ideologie di facciata che nascondono i veri interessi di una mediocre ex classe dirigente.

(EC)


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12 maggio 2011

Maggio, le colline in fiore

Mentre la campagna verdissima, è punteggiata dai mille colori dei fiori, Napoli è allietata dai mille profumi della spazzatura ed il Bel paese regale le sue spiagge a chi ne voglia approfittare. 

In tutto questo finalmente gli italiani, e meglio ancora i milanesi, capiscono perché si parli sempre e solo di "la Moratti", invece che de "la Signora Moratti", grazie ad una caduta di stile, se così si può dire, della Lady di ferro nostrana. Donna capace ed impegnata, "la Moratti" usa la disinformazione e la calunnia con la stessa disinvoltura del suo mentore di Arcore.

Come se la candidature di Pisapia avesse davvero bisogno di qualche spallata, per essere giudicata inconsistente, sotto quasi tutti gli aspetti che interessano i pragmatici cittadini della Madonnina.

Bersani punta sulle sue idee? E' una notizia, direbbe un buon giornalista! Lo direbbe anche Crozza.

In tutto questo, qualcuno ancora pensa alla possibile nomina di Draghi alla BCE come ad un vanto per l'Italia. Non scherziamo, e non confondiamo il sano pragmatismo dei concittadini europei, capaci come nessun altro, di saper valutare le competenze di un uomo a prescindere dal Paese in cui, accidentalmente, questi è nato.

La buona notizia comunque c'è sempre e ce la regala il Buon Dio o la geografia, è sbocciata definitivamente la primavera, e le domeniche al mare non ce le può ancora togliere nessuno... acc. dimenticavo il decreto "spiagge"...

EC


19 gennaio 2011

La battaglia della Storia: Berlusconi contro il Bene

Uno dei due eterni nemici ha cambiato temporaneamente e localmente il nome. Ma chi sia veramente lo svelano le sue gesta. Non voglio neppure parlare della Morale Cristiana, riassunta ad esempio nei Dieci comandamenti ma dire che a caratterizzare uno stato insano, è il ripetersi continuo e deliberato di azioni che nessun italiano vorrebbe che fossero compiute dal proprio vicino di casa.

Il signor B. sembra l'incarnazione del miglior Al Pacino in "L'avvocato del Diavolo": in questi giorni a difenderlo, nelle televisioni, stuoli di donne parlamentari del PDL che rischiano di far capire solo una cosa: che non si ferma adesso, tra dieci anni forse troveremo Ruby e le sue sciagurate, povere compagne, al Senato. 

Strano che a sinistra la CGIL o la FIOM non abbiano pensato ad attaccarlo dal punto di vista sindacale, visto che il numero delle "toccate" dal Demiurgo di Arcore forse supera quello delle operaie di Mirafiori e di Pomigliano. Ci sarebbe stato di che parlare, con tutte le ragioni di una difesa dei diritti di queste particolari "lavoratrici".

 
Pagare minorenni per fare sesso è reato: anche se lo facesse il Papa, anche se lo ha fatto il Presidente del Consiglio. Il contrario è gioire delle loro bellezza e godere di un sano sentimento paterno, felici di aiutarle a crescere insieme con i loro coetanei, in salute, bellezza, civiltà e sapere. Il contrario di ciò che fa abitualmente il Signon B. è preoccuparsi davvero, magari la sera od anche la notte, su quale futuro costruire per loro, con le nostre azioni di oggi. Il contrario di quello che fa il signore che si è perso nel labirinto del suo smisurato orgoglio, è il Bene. 

 
Da cittadino spero nel lavoro dei suoi migliori e più saggi consiglieri. La parte migliore di me spera che sappia vedere il baratro in cui le Sue azioni lo hanno gettato e sappia porre rimedio al male che inevitabilmente ha fatto. Nessuno vuole che ragazzine come Ruby arrivino al punto di vivere ancora, fare e dire, tutte le assurdità che, unicamente grazie al Male operante nel nostro tempo, hanno dovuto affrontare.


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14 gennaio 2011

Fatti nuovi, non parole vecchie

Racconto: I Dolori del Giovane PD

Uno storico militante del PD locale di una provincia laziale, più volte sindaco e persona, anche da me (EC), apprezzatissima, lascia spesso commenti su Facebook raccogliendo molti commenti solidali. Ecco l'ultimo a cui ho messo delle "xxx" per non ripetere parole inutilmente offensive:
"MA QUANDO CI TOGLIAMO DI TORNO QUESTO IGNOBILE PEDOFxxx???? 
ESCLUSIVO - La consigliera Pdl sotto indagine per favoreggiamento della prostituzione!!
Caso Ruby, Berlusconi indagato"

Ho così commentato questo post: "Forse costruire una vera alternativa politica, invece che appiattire il tutto ad una scontata, ripetitiva, improduttiva e vana critica, potrebbe aiutare..."

Ricevendo a mia volta in risposta:"Ora ... dobbiamo tentare il tutto per tutto affinché si riesca a sfasciare questa maggioranza di delinquxxxx....altrimenti ci rimarrà altri 3 anni......nel frattempo si già stà lavorando per mettere in piedi una vera e credibile alternativa a questo regime....ma non è facile!!!!!"

Tutto questo è sintomatico della crisi del PD. Voglio dire all'amico già sindaco di un paese della sabina:

Ma di che parli? L'alternativa politica non deve stare, come sta, comodamente nella tua e nella mia testa, ma nella scelta della maggioranza degli italiani. Sono loro che non sanno che farsene dell'offerta del PD e dei suoi alleati. A noi la scelta di capirlo, accettarlo e comportarci di conseguenza. Il resto sono sogni e nostalgia: roba bellissima ma non utile a governare un paese. Io sto nel PD da anni ma ancora non ho visto un barlume di vera democrazia e di rinnovamento. Dobbiamo tutti coinvolgere persone nuove e capaci, dando il nostro sostegno per intraprendere un percorso politico. Stiamo andando invece verso il futuro con la testa rivolta all'indietro: come non cadere? Tutti i personaggi storici, anche se solo a livello locale come te, nel PD, devono lavorare per tirare dentro persone nuove alla politica. Nelle imprese è questo che è richiesto ad un buon leader: lavorare per diventare inutile, facendo crescere le persone attorno a se. Nel PD si vive comodi, coni rendite di posizione a volte economiche a volte di prestigio. Ti apprezzo molto ma ti esorto a pensare a queste parole: fatti nuovi non parole vecchie. 


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3 gennaio 2011

Primarie in pericolo...

NO PRIMARIE?
NO PARTITO!
Vale per me e per qualche altro elettore Democratico.
Edoardo Capulli (di LEXCIVILIS)


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12 maggio 2010

\>Democrazia Democratica

Nell'idea stessa del Partito Democratico c'è un profondo radicamento alla Democrazia. Questo è manifestato nel nome, ed argomentato negli atti costitutivi e regolamentari. Tuttavia le regole che prevedono sia la partecipazione degli elettori alla scelta delle candidature ad ogni livello, che tempi adeguati per la proposta delle stesse, sono state sempre disattese.

I tempi ed i modi della democrazia interna passano in secondo piano, rispetto a situazioni politiche contingenti. E' come se in un paese democratico si rinviassero, o semplificassero fortemente le elezioni, a fronte di un qualsiasi impedimento o problema che occorresse al Governo.
 
Bisogna che la struttura del PD, deputata a garantire il funzionamento delle regole di democrazia interna, sia svincolata da quella direttiva, e possa procedere autonomamente secondo i termini dello Statuto e dei Regolamenti. Questi ultimi sono simili ai patti sociali di un'azienda di cui ogni elettore, con il suo voto, diventa azionista. Disattendere oltre questa necessità, non può che spingere ancora di più i possibili elettori Democratici, ad investire il loro voto altrove.


25 marzo 2010

Barak Bersani

In un partito DEMOCRATICO una riforma non è GIUSTA secondo astratti ed ideologici temi assoluti. Deve esserlo unicamente in quanto espressione della misura dell'opinione della maggioranza di elettori ed iscritti. Occorre impegnarsi per avviare una serie di strumenti facilmente verificabili, di circolazione delle diverse ipotesi e di misurazione del loro rispettivo consenso.
Nella questione del cosiddetto matrimonio gay l'opinione interna del PD deve quindi rappresentare quella della maggioranza dei suoi elettori. Non vi è una scelta imposta per Legge Divina od Ideologica. Non è detto che l'opinione del PD debba corrispondere a quella di una sinistra dai tratti accentuati, come pure a quella di un centro clericale. Occorre senso della misura. Una capacità che, in attesa di un sistema di confronto interno, capace di funzionare in un paese conflittuale come il nostro senza spaccate ulteriormente il Partito, spessa al Segretario dimostrare.
Bersani in questo caso lo ha fatto. Si è incamminato verso una direzione maggiormente progressista, fino ad una profondità in cui sa di trovare ancora un solido consenso maggioritario. Per andare oltre occorre un confronto interno. Ha fatto bene. 
Come Obama, che avendo in mente una riforma completa della Sanità, non condivisa da tutti, ha avuto la capacità di farne accettare una meno estesa. Questo è un leader: il resto sono gente che fa chiacchiere.


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13 marzo 2010

Chi parla di coscienza

Chi parla di coscienza non dovrebbe essere tanto insensibile nei confronti dei diritti di chi ha derubato della sua parte di rappresentatività. Parlo della tecnicamente onorevole Paola Binetti che ha portato la sua parte di voti, ottenuti dagli elettori del Partito Democratico nei lidi a lei più convenienti dell'UDC
Viene da chiedersi se tra i valori di cui parla vi sia anche quello di un posto da candidata alla presidenza di una regione, l'Umbria nel suo caso. 
L'agenda di una politica dettata tutta da un Governo da "casa chiusa", non ci deve far dimenticare la necessità di difendere i nostri diritti. La Binetti ha sottratto agli elettori del PD un pezzo importante della  loro rappresentatività. Da queste pagine, ed anche scrivendole direttamente, le ho chiesto per questo di dimettersi da parlamentare. Probabilmente anche lo stipendio da deputato ha il suo valore per lei. 
Sulla Binetti probabilmente le cose più corrette le ha dette Emma Bonino, lasciando intendere che si comporta come un'arrivista, interessata solamente a far si che si parli di lei. Ed allora, tanto per ridere, si può andare sul suo sito personale (http://www.paolabinetti.it/) dove ci sono generiche frasi sui valori e sulla coscienza ma nessun contenuto concreto. 
A dir poco illuminante il collegamento dal nome "Presentazione di DDL volti alla tutela della vita dal concepimento alla morte naturale, e alla promozione della famiglia". Cliccandovi si accede alla pagina della scorsa legislatura in cui l'allora senatrice ha presentato come firmatario solo una mozione ed una interrogazione. Ha anche presentato, come semplice cofirmatario, altre mozioni ed interrogazioni, ma mai nessuna legge o DDL. Nell'attuale legislatura risulta solo la sua partecipazione alla discussione su progetti di legge di altri. Se non sono stato bravo a cercare gli atti e le proposte dai siti del senato e della camera, sono pronto a fare le mie scuse alla Binetti. 
Per ora continuo a chiederle di dimettersi dall'essere una deputata eletta anche con il mio voto. Vorrei non essere il solo a chiederlo. Cominciamo a fare una cosa seria, partendo dal basso. 


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1 marzo 2010

La lista PD alla Regione Lazio

Quasi mi dispiace che il PD sia arrivato in tempo a presentare le liste. Nell'insieme sembra realizzarsi la conservazione dell'intero apparato di partito. Un elenco di persone che in molti, troppi casi, siedono nelle poltrone rese disponibili dalla politica, da oltre dieci anni. Si consolida un sistema che strangola sul nascere qualsiasi vera spinta al rinnovamento. C'è a dire il vero anche molta gente capace. Ma è proprio a loro che chiederei cosa abbiano fatto di concreto per stimolare un vero rimescolamento con la società civile e con il mondo dei giovani. 
Se vedo il Lazio oggi, non vedo una Regione ben amministrata. Vedo invece una rete di potere di cui questa lista sembra una fotografia oramai ingiallita dal tempo. Nel frattempo la sanità trascina i suoi problemi, la viabilità regionale segna il passo, le aziende fuggono, le opportunità per le nuove generazioni non si vedono. Forse vinceremo per abbandono dell'avversario, confermando la nuova regola non scritta della politica del terzo millennio. In POLITICA però credo si vinca alla fine di una legislatura, con l'ammirazione dei cittadini soddisfatti di una buona amministrazione. Sarebbe bello vedere qualcuno provarci


16 febbraio 2010

la Binetti ed i suoi elettori

Non so se nello statuto o nel codice etico del PD, ci siano regole che impegnino i parlamentari a scelte coerenti e rispettose dell'elettorato democratico. Esiste però un vero impegno morale nel fatto di essere stati eletti nelle sue fila. Esprimendo fiducia con il proprio voto, gli elettori non hanno mai veramente pensato di far prevalere in modo assoluto la loro personalissima visione del mondo. La scelta di campo per il PD, ha in se l'accettazione di un metodo che media tra posizioni diverse, in modo democratico. 
E' un partito cattolico, solo in senso democratico, allo stesso modo in cui è di sinistra od è ambientalista. E' infatti un partito capace di essere tutte queste cose insieme, democraticamente. E' un non luogo di confronto, in un contenitore che stimola il dibattito e sostiene chi argomenta posizioni a volte anche molto distanti, creando il consenso finale sulla base di una misura del loro peso. 
I suoi parlamentari non siedono sugli alti scranni in quanto rappresentanti di singoli ideali, ideologie, credo, chiese, o magari di Dio. Sono posti su quei seggi dal voto degli elettori, per rappresentarli. 
La signora Binetti ha tolto a questi ultimi un pezzo del loro peso democratico, così come hanno fatto mesi prima alcuni suoi colleghi. Quegli elettori contano oggi di meno, nel consesso civile a cui con il loro voto, hanno voluto partecipare.
Non so cosa non avesse capito o cosa avesse potuto equivocare, sui suoi obblighi di rappresentanza, chi oggi sottrae a così tante persone un pezzetto della loro rappresentatività. Migliaia di ore di dibattiti e centinaia di pagine di regole e statuti, dovrebbero chiarire a chiunque cosa significhino la misura ed il confronto democratici.
Ci sarebbero stati molti altri modi di far valere la specificità di una posizione diversa e profondamente critica. Dall'astensione su alcune votazioni, al manifestare il proprio dissenso, fino alle dimissioni da un Parlamento in cui si siede per rappresentare gli elettori del PD. E' corretto tenere dentro un partito un serio confronto e sostenere la lotta per le proprie idee. Fuori da esso, laddove si operi in suo nome, ci deve però essere l'accettazione del peso della rappresentatività del tutto, che nasce dall'espressione della maggioranza interna. Chi non capisce questo, mostra di non amare il prossimo suo e di ritenersi superiore agli altri, tanto da derubarli del loro spazio. Non riesco ad immaginare una posizione meno caritatevole di questa. L'onorevole Binetti, a mio modo di vedere, si è comportata in questi giorni, in modo poco onorevole. Spero sappia restituire agli elettori del PD il maltolto. Le chiedo proprio questo, facendole arrivare il mio semplice messaggio di cittadino e di elettore. Sappia accettare la correzione fraterna di un democratico che comunque l'ha già perdonata, ed è passato oltre.


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